Questo post non è legato ad  argomenti che normalmente vengono trattati su questo sito, ma in questo caso faccio una delle poche rare eccezioni per parlarvi di una cosa curiosa riguardo l’Ente Aerospaziale Americano.

La prima cosa che si pensa quando la Nasa progetta un nuovo velivolo è che esso rappresenti il massimo della tecnologia aerospaziale che l’uomo sia in grado di realizzare, e in parte questo è vero, ma non tutte le componenti hanno necessariamente questa caratteristica.

nasa
Nasa: Sonda New Horizons

La Nasa, infatti per quello che rappresenta il cuore informatico della navicella, cioè il processore, di solito non sviluppa una propria piattaforma hardware specializzata nella navigazione e gestione dell’astronave, ma si limita a rivolgersi semplicemente a prodotti che si vendono normalmente ai comuni mortali puntando su tecnologie vecchie spesso di almeno una decina d’anni, insomma roba quasi da museo.

Si, la Nasa ama il vintage tecnologico, e vi è un motivo ben preciso che riguarda l’affidabilità del processore il quale risulta già testato per anni direttamente sul mercato. In questo modo si evitano costi di sviluppo e anni di test usando semplicemente quello che già c’è, basta solo sottoporre le componenti ad un trattamento per renderle maggiormente resistenti alle radiazioni. Per questo motivo troviamo su progetti all’avanguardia unità di elaborazione che sono dal punto di vista tecnologico obsolete.

Nello spazio non serve una grande potenza di calcolo, ma l’affidabilità dei componenti, tanto è vero che tuttora l’Ente Aerospaziale Americano usa processori datati per le sue sonde e navette.

Un esempio è la sonda New Horizons lanciata nel 2006 e diretta verso Plutone (giunta a destinazione il 15 luglio 2015) che usa come unità di elaborazione una CPU MIPS R3000, la stessa  installata sulla prima Playstation, e che ha il compito di gestire i sensori, le trasmissioni dati e la propulsione. Anche per il progetto più ambizioso della Nasa, cioè portare l’uomo su Marte, la navetta Orion che verrà utilizzata a questo scopo monterà un processore IBM realizzato nel 2002.

Per avere un’idea di cosa stiamo parlando la sonda New Horizons usa una CPU che ha visto la luce nel 1988 con un clock di 12 Mhz, una cache di 2 Kbyte per i dati e 4 Kbyte per le istruzioni.

Navigare nello spazio non richiede una grande potenza di calcolo, come spesso ci si immagina, ma è necessaria invece una grande affidabilità dell’elettronica nel tempo e la capacità di resistere alle radiazioni.

Lascia un tuo commento su questo argomento usando la sezione apposita che trovi alla fine della pagina.

Sito Nasa

https://www.compraretech.it/wp-content/uploads/2016/02/sonda-genesis.jpghttps://www.compraretech.it/wp-content/uploads/2016/02/sonda-genesis-250x125.jpgCompraretech.itTecnologiaQuesto post non è legato ad  argomenti che normalmente vengono trattati su questo sito, ma in questo caso faccio una delle poche rare eccezioni per parlarvi di una cosa curiosa riguardo l'Ente Aerospaziale Americano. La prima cosa che si pensa quando la Nasa progetta un nuovo velivolo è che esso...