La storia infinita sull’aumento dell’ equo compenso per la copia privata continua con un annuncio da parte dell’AIRES.

Dopo la fuga dei cervelli italiani all’estero, ora si teme che vi sia anche una fuga degli acquisti verso lidi più convenienti.

L’AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici) e Confcommercio hanno lanciato l’allarme sull’effetto distorsivo dell’aumento dell’equo compenso sui prodotti di elettronica sul mercato italiano ponendo gli operatori del settore in ulteriore svantaggio rispetto alla concorrenza estera.

In altre parole si teme che gli italiani inizieranno ad acquistare su siti di E-commerce esteri dove non viene applicata questo “balzello“.

Come è ormai noto sia  la Apple che la Samsung hanno deciso di aumentare i prezzi dei loro listini per compensare l’aumento facendolo ricadere interamente sul consumatore.

Il comunicato dell’AIRES mette in evidenza, inoltre la difficile congiuntura economica e che tale aumento potrebbe portare ad un’ulteriore contrazione degli acquisti con una ripercussione occupazionale sulla filiera.

Nel frattempo in Inghilterra dal 1 ottobre l’equo compenso verrà abolito essendo considerato un balzello iniquo, poco efficace e anacronistico, consentendo la copia privata su qualsiasi dispositivo a patto che sia per un uso strettamente personale. Questo significa che non è consentito condividere opere protette dal diritto d’autore con amici e terze persone in generale.

La SIAE tramite il presidente Gino Paoli ha lanciato la proposta di aprire un tavolo permanente con le parti interessate per monitorare il mercato su eventuali speculazioni o elusioni da segnalare alle autorità giudiziarie.

Secondo Gino Paoli questo tavolo potrebbe assumere un ruolo istituzionale per difendere gli autori italiani e i consumatori dallo strapotere delle multinazionali.

Si può dire che siamo alle solite, fatta la frittata adesso si corre ai ripari con soluzioni bislacche e dai risultati incerti, invece di rivedere interamente la normativa sul diritto della copia privata e adeguarla ai nostri tempi.

equo compenso
Equo Compenso: La fuga degli acquisti

Una considerazione sull’equo compenso

L’equo compenso si può dire che ormai non è più un balzello che viene applicato sulla copia privata, ma è un’imposizione sullo streaming, visto che la maggior parte degli utenti usufruiscono dei contenuti multimediale direttamente da Internet.

Un esempio classico sono i servizi che vendono legalmente musica con la possibilità di ascoltarla solo in streaming. Allo stato attuale di fatto si paga l’equo compenso anche su brani dove non è prevista la possibilità di effettuare un download del file musicale.

Medesimo ragionamento è applicabile anche per chi usufruisce dei noleggi dei film online che prevede la visione esclusivamente in streaming.

Ora nessuno nega che gli autori debbano essere tutelati e che ricevano il giusto compenso, ma a questo punto mi chiedo che fine hanno fatto i diritti dei consumatori i quali sono alla fine gli unici a rimetterci le penne.

Credo che la Confcommercio abbia, inoltre, validi motivi per temere che una parte dei futuri acquisti degli italiani si possa trasferire in massa all’estero penalizzando gli operatori nazionali soprattutto su certi dispositivi come gli hard disk e i dispositivi di archiviazione di massa. Per chi fosse interessato le nuove tabelle possono essere consultate su Wikipedia dove vengono elencati i vari aumenti in base alla tipologia del dispositivo.

Il tuo prossimo acquisto sarà in terrà straniera?

Lascia le tue considerazioni su questo argomento tanto dibattuto e che inciderà sui tuoi futuri acquisti utilizzando la sezione commenti alla fine del post. 

Fonte AIRES

Fonte LaStampa

http://www.compraretech.it/wp-content/uploads/2014/08/equo-compenso2.jpghttp://www.compraretech.it/wp-content/uploads/2014/08/equo-compenso2-300x300.jpgCompraretech.itTecnologiaLa storia infinita sull'aumento dell' equo compenso per la copia privata continua con un annuncio da parte dell'AIRES. Dopo la fuga dei cervelli italiani all'estero, ora si teme che vi sia anche una fuga degli acquisti verso lidi più convenienti. L'AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici) e Confcommercio hanno lanciato l'allarme sull'effetto...