La batteria al grafene è stata messa a punto da un team italiano realizzando un prototipo unico al mondo. 

Diverse volte su questo sito sono stati pubblicati articoli riguardanti ricerche fatte in altri paesi per lo sviluppo di batterie con maggiore capacità di immagazzinare energia e ridurre i tempi di ricarica.

Questa volta la protagonista è l’Italia che grazie al team genovese di Vittorio Pellegrini e Bruno Scrosati in collaborazione con il Cnr e la Sapienza di Roma hanno realizzato una batteria con anodo trattato al grafene consentendo così di aumentare l’efficienza energetica del 25% rispetto alla batteria al litio e ridurre i tempi di ricarica da ore a pochi minuti.

Il grafene oltre ade essere un conduttore elettrico, annovera  fra le caratteristiche la flessibilità e l’impermeabilità.

Il team italiano ha realizzato un prototipo di questa batteria e ha ufficializzato la ricerca pubblicando i risultati su “Nano Letters“, la rivista specializzata in nanotecnologie.

Come è stata realizzata la batteria al grafene

I ricercatori italiano sono riusciti a sostituire tramite un particolare procedimento la grafite con il grafene usando come anodo quello di una normale batteria a litio ed ottenendo in questo modo che un maggior numero di ioni di litio venisse assorbito dal nuovo materiale.

Il punto di forza della ricerca italiana è data dalla semplicità del trattamento a cui viene sottoposto l’anodo che consiste semplicemente nello spalmarlo con una soluzione simile all’inchiostro.

batteria al grafene
Batteria al grafene da una ricerca italiana

Le prospettive della batteria al grafene

La batteria al grafene potrà avere un ruolo fondamentale in diversi settori, dalle batteria per le auto elettriche il cui impiego è limitato dall’autonomia e dal tempo di ricarica, all’industria del settore del mobile che grazie anche alle sue caratteristiche di flessibilità potrà essere usata sui nuovi smartphone e tablet fornendo non solo una maggiore autonomia, ma anche la possibilità di realizzare delle batterie pieghevoli rendendo possibile la produzione di dispositivi effettivamente più flessibili.

Da segnalare che questa tecnologia è già pronta per lo sviluppo industriale, quindi si spera che presto potrà essere normalmente adoperata. Al momento non vengono indicati tempi o date per la  produzione di massa di queste nuove batterie.

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